Per il pranzo di Natale Sergio Castellitto mette in tavola una gustosa farsa

La felicità non si compra, si affitta. Così il protagonista, un cinquantenne misterioso e solo nel suo splendido casale umbro, assolda una compagnia teatrale per riscaldarsi la vigilia con una finta “famiglia perfetta”. Questa in sintesi la storia del film che, finalmente, riscatta quella buona commedia all’italiana, amara e graffiante, divertente e mai volgare, di cui praticamente ci sentivamo orfani quasi dai gloriosi tempi di Scola e Monicelli.

Lo firma Paolo Genovese (Incantesimo napoletano, Immaturi), una garanzia, soprattutto quando scrive, come stavolta, la sceneggiatura con Luca Miniero. L’ha prodotto Marco Belardi con Medusa che lo distribuirà dal 29 novembre in 430 copie. Nessuna sbavatura anche nella scelta del cast con, accanto a Castellitto, Marco Giallini, Ilaria Occhini, Claudia Gerini, Carolina Crescentini, Francesca Neri, Eugenia Costantini, Eugenio Costantini, i piccoli Giacomo Nasta e Lorenzo Zurzolo, con azzeccati camei di Maurizio Mattioli, Paolo Calabresi e Sergio Fiorentini.  Tutti in un doppio ruolo: quello della loro vera vita, con le debolezze, frustrazioni, gelosie e quello zuccheroso, tutto sorrisi e baci, dei personaggi cuciti loro addosso dall’esigente committente.

L’idea nasce una decina d’anni fa quando a Genovese e Miniero fu proposto un remake del film spagnolo Familia, dove un uomo per festeggiare il compleanno noleggia una compagnia di attori. «L’idea è rimasta – spiega Genovese -, riadattata e ambientata a Natale, mettendo in risalto l’ineluttabilità delle scelte. A un certo punto della vita arriva per tutti la voglia di capire se erano giuste o sbagliate, abbiamo raccontato il rimpianto di un uomo, Leone, per una rinuncia fatta tanti anni prima».

Il capocomico (Giallini) sarà il suo fratellone, con al seguito la finta moglie (Crescentini) mentre quella vera (Gerini) si fingerà consorte del padrone di casa. Poi tutte le donne in cucina a preparare il cenone, con la garrula mamma (Occhini) mentre i (finti) nipotini giocano in giardino. Tutti sempre in bilico tra finzione e realtà, cercando di tenere insieme i pezzi di questa finta famiglia perfetta che il protagonista farà di tutto per sfasciare. A dare un tocco di ‘giallo’, l’arrivo di un’ospite a sorpresa (Neri) che penserà di trovarsi in una vera gabbia di matti.

«È un’idea geniale – sottolinea Castellitto -, non è un film comico ma una vera commedia che racconta temi seri con leggerezza, ironia e garbo. Io faccio un affettuoso cattivo e il tema portante è la solitudine, raccontata con un disincantato sberleffo, con un’elegante pernacchia. Come sarebbe la vita senza il Natale? È come una parentesi, un patetico tentativo di volersi bene e in cui si sente di meno la solitudine». «Io ho un ruolo distante dalle mie corde ma mi è subito piaciuto – dice Francesca Neri, poco avvezza alla commedia -. Mi sono sentita davvero frustrata durante le mie incursioni nel gruppo. Erano davvero una famiglia, ho usato questa mia sensazione nelle scene più divertenti».

Leone, come un bravo burattinaio, cercherà di mettere in evidenza i difetti e le contraddizioni dell’istituzione familiare, tenterà di far esplodere i componenti, svelando ipocrisie e attriti per dimostrare che la famiglia non può funzionare. Perché, sottolinea Genovese «Contrariamente a quanto afferma il titolo del film, la famiglia perfetta non esiste, è un’utopia. Ma forse l’idea è bella proprio per questo».