“Cristine Cristina” nelle sale da venerdì 7 maggio

«Se fossi ricca sosterrei io questo film». È un po’ polemica Stefania Sandrelli alla presentazione di Christine Cristina, la sua prima pellicola da regista, che 01 distribuirà dal 7 maggio in sole 20 copie. Presentato fuori concorso all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma il lungometraggio, che finalmente vede la luce,  racconta la storia di Cristina da Pizzano, poetessa nata a Venezia ma vissuta in Francia nel 1300, tra Medioevo e Umanesimo, che fu la prima donna a vivere grazie alla propria penna. A interpretare la poetessa è Amanda Sandrelli affiancata da Alessio Boni, Alessandro Haber, Roberto Herlitzka, Paola Tiziana Cruciani, Blas Roca-Rey. «Abbiamo voluto salvaguardare il film perché avesse tenuta e diffusione», si discolpa Filippo Roviglioni della 01. Stefania invece, per far levitare il film, punta e spera nel “passaparola” e Alessandro Haber aggiunge: «Fatelo vedere, sennò è come non esistesse».

Per l’attrice toscana comunque la regia è stata un’esperienza meravigliosa: «Farei altri cento film – spiega -, questa è una storia tutta al femminile, l’ ho scelta  perché avrei voluto vederla al cinema. E poi è stata Cristina che ha scelto me, quando ho letto la sua biografia il personaggio mi è entrato dentro. Ho trovato la forza e il coraggio tipici delle donne, elementi che purtroppo oggi vanno a scomparire. È possibile che nel 1364 una donna  sia  riuscita a realizzarsi con il suo spirito propositivo mentre oggi le figure femminili sono ridotte a merce di scambio e basta?». È questo, in sostanza, il messaggio che Stefania lancia col film, sottolineando la forza di Cristina. «Una donna che non si risparmia – dice -, che riesce ad entrare nel mondo della scrittura vietata alle donne grazie alle sue grandi capacità e al suo saper gestire bene il  rapporto con gli uomini».

Per darle vita ha scelto sua figlia Amanda, che a sua volta incita le donne «A riprendersi lo spirito che abbiamo perso. La grazia e la pazienza sono doti prettamente femminili che oggi purtroppo abbiamo messo da parte per adeguarci al modo di gestire il potere tipicamente maschile, perdendo di vista i nostri talenti». Tra i personaggi maschili c’è Charleton (Alessandro Haber), un cantastorie da osteria e Gerson (Alessio Boni), teologo sopraffino combattuto tra l’amore di Cristo e quello di Cristina. «Stefania è il cinema – dice Haber – sul set è stata fantastica nel gestire tutto, e non è facile». «Ci avevo provato 20 anni fa con Buon giorno amore e mi andò male – replica lei -, anche se prima o poi lo rispolvero, ed è stato difficile anche per questo film, mi sono incaponita, ho rotto le scatole a tutti e alla fine ce l’ho fatta. In futuro chissà potrei fare altri film su personaggi storici femminili, film semplici e snelli». La regia di Christine Cristina la firma col suo compagno, Giovanni Soldati, e la supervisione per la sceneggiatura è del compianto Furio Scarpelli. «Quando passava sul set era come un angelo – ricorda lei – una persona veramente speciale che si esprimeva bene anche oltre le  parole».