Sunday, November 18, 2018

Rigoletto di Zeffirelli approda in Oman

novembre 6, 2018 di  
Filed under Novità, Teatro

“Sono vecchio, ma non ho intenzione di mollare”. Con un filo di voce, dalla sedia a rotelle, fortemente provato nel fisico ma non nello spirito, il Maestro Franco Zeffirelli annuncia che con la sua regia nel settembre 2020 andrà in scena alla Royal Opera House di Muscat, in Oman, il Rigoletto di Verdi che inaugura la decima stagione del teatro e il cinquantesimo anniversario del regno del sultano Qaboos bin Said Al Said.
In realtà il progetto, presentato dal regista novantacinquenne nella sua villa romana sull’Appia Antica, risale a una decina di anni fa, quando per l’inaugurazione del teatro omenita dalle architetture arabe unite agli interni modernissimi, Zeffirelli aveva preparato Turandot e Rigoletto. La scelta cadde sull’opera pucciniana e il capolavoro di Verdi  fu accantonato.  Ora è tornato prepotentemente alla ribalta, anche se nessun nome è ancora trapelato sul cast, che sarà comunque di grande rilevanza.

Il progetto è infatti  frutto di coproduzioni internazionali, che vedono in prima linea la Fondazione Arena di Verona con l’Orchestra e il Coro che saranno a Muscat per eseguire l’opera, mentre i costumi di Maurizio Millenoti, saranno realizzati nei laboratori del Teatro dell’Opera di Roma. Partecipano al progetto anche l’Opera di Vilnius, di Zagabria e i produttori attendono altre nuove adesioni. Un progetto che grazie alla firma di Zeffirelli innescherà ulteriori ampie ricadute in termini di turismo culturale internazionale, come ha sottolineato, ringraziandolo, la ministra dell’Alta Educazione dell’Oman e presidente del Consiglio di amministrazione della Royal Opera House di Muscat, Rawya Al Busaidi.

Come ha spiegato il direttore generale e artistico della Royal Opera House di Muscat, Umberto Fanni, “ L’opera riflette la magnificenza e l’estetica zeffirelliana e rappresenta il frutto di un lavoro portato avanti dal maestro nell’arco di molti anni, in una forma inedita, intimista, con un taglio cinematografico che focalizzerà l’attenzione degli spettatori sui personaggi. “Saranno messe a fuoco e profondamente scandagliate le personalità e le interazioni tra i diversi personaggi – ha sottolineato Fanni -, in una cornice scenografica che racchiude e rappresenta la bellezza come punto di arrivo di un percorso artistico di oltre mezzo secolo dell’artista italiano vivente più conosciuto e rappresentato nel mondo”.

E questo sarebbe dovuto bastare a focalizzare e stuzzicare l’attenzione di nuovi investitori su un lavoro firmato da un grande come Zeffirelli, che debuttò nel lontano 1995 con la Carmen nella lirica riuscendo a renderla comunque cinematografica. Esibirlo dunque oggi al mondo attraverso fotografi e telecamere, vistosamente provato dai mali dell’avanzata età, ci è sembrata un’operazione impietosa nei suoi confronti, resa purtroppo necessaria dalla barbarie dilagante di questo momento storico in cui l’apparire sembra conti più di un rispettoso oblio.
Il regista, molto malato, non potrà presenziare allo spettacolo. Il suo cuore funziona al 30 per cento, ha spiegato il figlio adottivo Pippo Corsi Zeffirelli, raccontando che il padre in questi anni ha trasmesso la sua idea nei minimi dettagli al suo assistente storico, Stefano Trespidi. Rigoletto era il suo sogno nel cassetto, e non è il solo. Non è escluso che in futuro Trespidi possa curare la messa in scena di altre opere che il maestro ha già preparato e mai andate in scena.

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