Racconta il mito platonico: all’origine esisteva un solo essere completo in ogni sua parte; un giorno venne diviso in due metà esattamente uguali, la parte femminile e la parte maschile. Da quel giorno le due metà vagano per il mondo alla ricerca l’uno dell’altra per incontrarsi nella perfezione. Tutto questo accade nel primo lungometraggio di Ambrogio Lo Giudice, già noto nel settore videomusicale per aver realizzato videoclip di successo per Jovanotti e Lucio Dalla che del film firma le musiche originali: Adele (Stefania Rocca) e Marcello (Marco Cocci) uniti fin dalla nascita – molto bella la sequenza iniziale quando due donne condividono l’esperienza del parto – vivono il loro amore adolescenziale suggellato da un “finto” matrimonio e dallo scambio di un anello di gomma, fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, evento che li dividerà. Da quel momento i loro destini si separano: Adele lascia l’Emilia e va a vivere a Roma, si sposa e lavora come insegnante in una scuola elementare; Marcello riesce a laurearsi in giurisprudenza, dopo mille avventure amorose, e come avvocato va in giro per il mondo. Nonostante la separazione fisica l’amore tra i due giovani non si spegne perché a ricordarlo c’è l’anello, da cui non si separeranno mai, e un amico in comune Loris (Luca Zingaretti) che seguendo la vocazione si è fatto prete. La loro passione è forte non viene travolta né dalla guerra, né dagli amori che i due vivranno separatamente perché in loro c’è l’unico desiderio di ritrovarsi. Prima dammi un bacio è un viaggio nei sentimenti semplici, è la ricerca dell’anima gemella, il racconto di un amore attraverso due vite separate. “Volevo fare un film sull’amore puro, istintivo, senza condizionamenti sociali e scoprire fino a che punto potesse resistere senza essere vissuto insieme” dice il regista in conferenza stampa. E l’amore tra Adele e Marcello resisterà per quarant’anni fino a che si ritroveranno così come si erano lasciati: “prima dammi un bacio” gli dirà Adele come aveva fatto anni prima. 
Menzione speciale alla colonna sonora e agli attori: senza sorprese la bravura di Luca Zingaretti e Stefania Rocca, molto interessante l’interpretazione di Marco Cocci che riesce ad uscire dal cliché del bello e trasgressivo, ruolo che aveva avuto sia in Ovosodo di Paolo Virzì che ne L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, dando prova di un talento recitativo in crescita.

di Natalia Sangiorgi