Friday, April 20, 2018

Neurodiversità, Quanto Basta per riprendersi in mano la vita

marzo 30, 2018 di  
Filed under Recensioni

Un tema scabroso come l’autismo può essere affrontato al cinema con delicata leggerezza, senza pietismo o buonismo, esaltando la bravura degli interpreti. C’è riuscito Francesco Falaschi nel film Quanto basta, che Notorius porterà su 250 schermi dal 5 aprile.  Il regista toscano guida con mano lieve ma ferma, l’eccellente trio attoriale Vinicio Marchioni, Valeria Solarino, Luigi Fedele, scegliendo l’insolita cornice dei modaioli talent gastronomici per raccontare i problemi relazionali dei tre protagonisti: un rissoso ex cuoco stellato finito in prigione e poi ai servizi sociali, una bella e sensibile psicologa dedita solo al lavoro, un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger appassionato di cucina, con una marcia in più malgrado l’handicap.
Un viaggio per partecipare a un concorso per giovani aspiranti chef, costellato da mille ostacoli e difficoltà, darà vita a una caotica, surreale, a tratti comica amicizia tra i tre, che farà uscire allo scoperto le loro debolezze, fragilità, la loro forza.

“I talent sulla cucina sono il campo di gioco di formazione e allenamento, una sorta di simulatore di volo per i rapporti umani – spiega il regista -. Il cuore del film è il rapporto che man mano si crea tra l’ex cuoco e il ragazzo, il loro diverso modo di essere”.
Si fa fatica a credere che Luigi Fedele non abbia davvero problemi di Asperger, visto che ripropone a perfezione il tipo di linguaggio, il rapporto con lo spazio e il proprio corpo di chi ne è affetto. “Ho frequentato diversi ragazzi per capire il loro universo dietro le parole, i silenzi – racconta -. Un’ esperienza forte, toccante, umanamente importante”.

“C’era una sceneggiatura piena di grazia, rara – spiega Marchioni -, il mio personaggio dal grande passato è a un punto morto, cinico e disilluso. Mi sono avvicinato al mondo Asperger senza pietismo o falsi pudori, mi sono messo al servizio completo della storia. Luigi è strepitoso, recita con una misura che ti strappa il cuore”.
“Ho amato molto il mio personaggio- aggiunge Solarino -, lei capisce il punto di contatto tra le due diversità e fa di tutto per farli incontrare. Non era facile raccontare con poesia e delicatezza, far ridere su certe dinamiche delle diversità, superando i pregiudizi”.

Una bella iniezione di emozioni, di sentimenti positivi, una boccata d’aria pura contro lo stress dominante, che alza il velo sulle neurodiversità, evidenti o latenti, sottolineando il malcostume dei tuttologi che imperversano in tv.  Una commedia tragicomica, delicata, ironica, commovente, che fa riflettere, e speriamo apra un dibattito serio sul delicato tema di chi accompagnerà nel quotidiano chi è affetto da queste patologie quando i familiari non ci saranno più. Non a caso aprirà il 2 aprile il festival di Cinema e Autismo di Torino e uscirà il 5 aprile, giornata mondiale delle neuro diversità, con il supporto della Rai.

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