Otto film e una decina di cortometraggi per raccontare attraverso le immagini il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà. È il programma  del Festival Lo Spiraglio che si svolgerà alla Casa del Cinema il 31 maggio e il 1 giugno, con ingresso libero.

«Si può raccontare il disagio psichico con tono serio ma non necessariamente lugubre o drammatico» sostiene il critico cinematografico Franco Montini, direttore artistico del festival. E questo faranno i film in concorso, attraverso storie d’amore appassionate, viaggi verso mondi sconosciuti, indagini su dichiarate patologie, con protagonisti di ogni età e ambientazioni che spaziano fino al mondo del calcio, come nel documentario Zero a Zero su tre promettenti atleti che hanno dovuto abbandonare il pallone e i loro sogni di gloria. Tra le anteprime per l’Italia Avanti, film franco-svizzero con l’attrice tedesca Hanna Schygulla, sul difficile rapporto madre-figlia. Il sonno della ragione spazia invece tra la ragione e la follia, dal Medioevo ad oggi, tra simboli, allegorie, credenze popolari e avvenimenti reali mentre in Lo stato della follia, un ex internato racconta la vita quotidiana in uno dei sei ospedali psichiatrici giudiziari italiani.

«C’è urgenza di riflettere sul tema della follia. C’è un pregiudizio, una rimozione collettiva di un problema che esiste, vogliamo parlarne con il linguaggio del cinema, che arriva più velocemente alle nostre corde e penetra in modo inconsapevole nel nostro modo di percepire la realtà», spiega Cimagalli, presidente della fondazione Roma Solidale Onlus che si occupa di vulnerabilità sociali e organizza per il terzo anno il festival. «In questo momento di crisi epocale, il disagio mentale e esistenziale è diffuso capillarmente – aggiunge la scrittrice Lidia Ravera, neo assessore alla cultura della Regione Lazio -. Questo festival fa riflettere, invoglia a dare la possibilità alle persone di raccontarsi e raccontare la penombra che stiamo attraversando con la creatività, la cultura, l’arte».

«È un festival tematico un po’ sui generis, che nasce dal mio amore per il cinema e dai suggerimenti degli utenti del centro diurno di salute mentale dove opero, per potersi confrontare col mondo esterno alla pari» spiega lo psichiatra Federico Russo, direttore scientifico della kermesse. La mattina del 31 sarà dedicata a un convegno con psichiatri, sociologi e il regista Daniele Luchetti sulla famiglia, vista attraverso la lente della macchina da presa e del lavoro terapeutico. Si parlerà del cinema come contributo al dialogo troppo spesso interrotto tra genitori e figli, tra famiglie e istituzioni e tra orientamenti diversi dei modelli di cura dei disturbi mentali. Alla serata finale sarà premiata l’attrice Alba Rohrwacher per avere saputo incarnare personaggi segnati da problematicità psichiche e proiettato il film di cui è protagonista, La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo.