La mania dei cellulari, croce e delizia dell’intera popolazione occidentale, che con l’ausilio di questo oggetti sempre più funzionali muove soldi, gestisce affari e al contempo relazioni amorose e per i più giovani una vera e propria protesi aggiuntiva tra le mani. Non se ne esce. O li si odia, coi loro squilli queruli ed isterici o li si tratta come piccoli “cloni umani” da accudire. In questo lungometraggio di David R. Ellis, dalla sceneggiatura di Chris Morgan, che aveva già firmato il più riuscito In linea con l’assassinocon Colin Farrell, lo squillo che giunge ad un giovane perditempo a Santa Monica appena uscito dal college proviene da una nervosissima Kim Basinger, che interpreta Jessica Martin, un’insegnante di scienze di un liceo di Los Angeles rapita da cinque uomini molto cattivi. Il ragazzo di nome Ryan la tratta prima come un’invasata in caccia di emozioni, poi capisce, con un po’ di ritardo che dietro questo oscuro rapimento si muovono agenti corrotti o ingenui ma caparbi. Se William H. Macy, nel ruolo del poliziotto disilluso che sta per aprire un centro benessere con la consorte, è impareggiabile, la prova della Basinger lascia piacevolmente attoniti.

Dove si è vista una segregata sempre col trucco a posto, che non toglie nemmeno per un minuto le sue bellissime scarpe nere a tacco alto, che però riesce a trasmettere spessore ed intensità? Magie di Kim, che come altre sue colleghe ormai un tantino attempate, dopo aver vinto un Oscar per L.A. Confidential si deve accontentare di parti piccole, di contorno in cui crede pochissimo e lasciare campo libero alle carambole automobilistiche del bel Chris Evans, inespressivo quanto basta per i nuovi canoni “blockbuster” hollywoodiani. Eppure questo mix di thriller, road action e slapstick diverte in modo quasi inaspettato, soprattutto perché il regista riesce a fare una volontaria parodia dei tre generi. Se la divertente stupidata funziona nell’assoluta improbabilità, in un attacco di gratuito moralismo ci sarebbe da domandarsi se era il caso di sponsorizzare tanto il modello Nokia 6600, in un mercato come quello della telefonia mobile che sforna ogni mese un nuovo prodotto supersonico. Se gli sponsor non reggono al passare del tempo, arriveremo a film in sala con piccoli “banner” laterali che danno, nel tempo, le versione aggiornata di qualsivoglia merce?

di Vincenzo Mazzaccaro