Il cinema italiano, penalizzato dalla banalità delle storie proposte in molte pellicole, esce dal ghetto e fa un bel balzo in avanti con Arianna, un piccolo emozionante film, da non perdere, del regista esordiente Carlo Lavagna, vincitore di due premi alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia e ora, speriamo a lungo, nelle sale.

Finalmente si ha il coraggio di rompere certe barriere, sdoganando un tema scomodo per la nostra arretrata società: l’identità sessuale. Un tema che riguarda tutti, sul quale varrebbe la pena di interrogarsi di più. Un film che mostra il limite che il potere esercita nei confronti di chi più o meno consapevolmente lo minaccia, che aiuta a sottrarsi alla paura di vedere in faccia la spiazzante fluidità dell’identità.

Lavagna racconta con ferma lucidità, molto garbo e poesia, il percorso di scoperta di sé di una diciannovenne che non si sente donna, ma non può dirsi uomo. A interpretarla con estrema bravura e naturalezza la ventunenne Ondina Quadri, alla sua prima prova da protagonista (al fianco dei già affermati Massimo Popolizio e Valentina Carnelutti), che al Lido le è valsa il premio come miglior attrice esordiente.

Per realizzare il film Lavagna ha dovuto restare entro confini economici e produttivi limitati, girare in casa di un’amica sul lago di Bolsena, far conto su persone disposte a fare sacrifici per portare a termine il progetto. Situazione comune a molti autori che faticano a portare sugli schermi storie più piacevoli e interessanti di tante partorite da nomi noti, a suon di milioni di euro, magari con attori da Oscar, che non riescono però a suscitare alcuna emozione .

Dopo aver scritto la sceneggiatura con Carlo Salsa e Chiara Barzini, Lavagna ha girato con uno stile semplice, essenziale, quasi primitivo, anche nella scelta della musica composta da Emanuele de Raymondi. Sul set, ricorda l’autore, Ondina ha cominciato lentamente a fiorire, a trasformarsi come se il desiderio di femminilità del suo personaggio si fosse impossessato di lei, per accompagnarla fino alla scoperta della verità.